Giovedì scorso ho fatto la seconda live di “Chiacchiere tra freelance introverse” con Elena Galli, web designer e founder di A Cup of Web.
Elena lavora con suo marito Lorenzo dal 2016. Aiutano imprenditrici e solopreneur a costruire siti che portano clienti, con automazioni e intelligenza artificiale. Ma soprattutto, sono entrambi introversi. E questo ha influenzato profondamente il loro modo di comunicare online.
Quando le ho chiesto del suo rapporto con Instagram, mi ha raccontato un’evoluzione che molte di noi riconosceranno.
“All’inizio non pubblicavo mai la mia faccia”
Nel 2016, quando Elena ha iniziato su Instagram, i suoi post erano solo testuali. Consigli di marketing, contenuti utili. Ma la sua faccia non c’era mai.
“Se andate sul mio profilo e scorrete i primissimi post, vedete proprio che non ho mai cancellato niente negli anni. Non c’era mai la mia faccia.“
Col tempo, piano piano, ha iniziato a mostrarsi. Qualche volta nelle stories, qualche volta in qualche post. Passettino alla volta.
E poi è arrivato il momento delle dirette.
Ma Elena le ha affrontate in un modo che mi ha fatto sorridere: ha fatto la prima diretta in segreto, senza dirlo a nessuno.
“Volevo fare dei video ma c’erano limiti di durata su Instagram. Allora ho scelto la diretta, ma come prima diretta l’ho fatta senza dire niente a nessuno, improvvisata, in modo tale che non ci fosse nessuno connesso in quel momento.“
La sua idea era: faccio queste dirette senza dirlo a nessuno, così registro il video, rimane pubblicato e ho risolto.
Ma le persone sono arrivate lo stesso. E si è ritrovata a fare vere dirette, non solo video registrati.
“Le prime sono state un disastro. Avevo il fiato corto, non riuscivo a parlare in modo fluido, mi impappinavo. Assurdo.“
Ma poi, a forza di farle ogni settimana, si è abituata. “Adesso non è più un problema come lo era all’inizio. Chiaro, non mi sento mai completamente a mio agio, però riesco a portare a casa anche i contenuti video.“
Il Coworking Introverso: uno spazio pensato per noi
L’idea che mi ha colpito di più, però, è stata un’altra: il Coworking Introverso, a cui ho partecipato anch’io di recente.
Elena e Lorenzo hanno creato uno spazio online mensile dove freelance e imprenditrici introverse si incontrano su Zoom. Si confrontano su un tema, lavorano insieme in silenzio, si scambiano riflessioni ed esperienze.
Ma con regole precise, pensate per chi come noi ha bisogno di sentirsi al sicuro:
- Nessuno è obbligato a presentarsi
- Nessuno è obbligato a mostrarsi a video
- Se vuoi, puoi presentarti solo in chat
- Si alza la mano se si vuole prendere la parola (così anche chi parla meno trova il suo spazio)
“Spesso nei coworking online ci si trova, ci si presenta, si fa networking e finisce lì. Mancava un po’ quella dimensione più adatta a persone come noi che magari parlano poco, che fanno più fatica a esporsi, ad attirare l’attenzione.“
L’idea è nata quando Elena era in ospedale l’anno scorso. Ha avuto problemi di salute e in quel periodo ha riflettuto molto sulla sua vita e sul suo lavoro.
“Una volta uscita, mi sono detta: non voglio più rimandare le cose che tenevo nel cassetto. Quelle idee che magari vengono una volta e dici ‘sì, quando è il momento giusto magari lo faccio’. Mi sono messa a recuperare tutte queste idee che non avevo mai realizzato, tra cui anche questa.“
E quando le ho chiesto quali obiettivi avessero per il coworking, la sua risposta mi ha sorpreso per l’onestà.
“Non abbiamo grandi obiettivi. È vero, abbiamo un business online, quindi in teoria ogni cosa che fai dovresti avere degli obiettivi, un ROI, un ritorno. Però mi sono resa conto che se faccio cose pensate solo per quello mi spengo. Perdo proprio l’entusiasmo, perdo la voglia di fare.“
Trovare il proprio modo di stare su Instagram
Durante la live abbiamo parlato di come si stanno evolvendo i social. Sempre più video, sempre più velocità, sempre più esposizione.
E le ho chiesto: “è possibile promuovere il proprio lavoro senza dipendere da Instagram?“
“Dipendere no, altre vie ci sono. Certo, Instagram è ancora importante soprattutto come canale di acquisizione. La newsletter, per esempio, io la preferisco in assoluto, però non è un canale di acquisizione, è un canale di fidelizzazione. Quindi da qualche parte devo pescare persone nuove da raggiungere e Instagram continua ad essere un ottimo canale da questo punto di vista.“
Ma con una precisazione fondamentale: usandolo con i propri ritmi, con le proprie scelte, con il proprio stile. Senza dipendere per forza dai trend, da quello che va o non va.
Quando le ho chiesto cosa suggerirebbe a una professionista introversa che ha un rapporto complicato con Instagram, la sua risposta è stata:
“Capire il tuo modo di stare su Instagram. Tendiamo a pensare che ci sia un solo modo per starci, perché vediamo che il grosso dei contenuti è fatto in un certo modo, con una certa frequenza. In realtà ognuno – e questo vale al di là di essere introversi o meno, ma soprattutto per noi – trovare il nostro modo di starci è l’unico modo possibile.”
Perché per noi adattarci a un sistema come quello attuale di Instagram, che predilige cose iper veloci, tantissimi contenuti, cose anche superficiali, quando noi siamo persone che tendono alla profondità, rischia di drenare tantissime energie e creare frustrazione.
“L’unico modo è trovare il proprio modo, che può essere anche totalmente diverso da quello che va per la maggiore. E non è detto che questo voglia dire che non funzioni il contenuto.“
Il suo consiglio? Testare e capire qual è il tipo di contenuto che non solo ci costa meno fatica, ma che proprio ci piace produrre.
“Allora in quel modo lì è possibile riuscire a usare Instagram senza farsi rovinare da Instagram.”
Quello che mi porto a casa
Questa conversazione con Elena mi ha confermato qualcosa che sento sempre più forte: non esiste un solo modo “giusto” di comunicare online.
Elena ha iniziato senza mai mostrarsi. Ha fatto la prima diretta in segreto. Si è allenata passo dopo passo. E ora usa Instagram a modo suo, senza forzarsi.
Ma soprattutto, ha creato uno spazio – il Coworking Introverso – che va esattamente nella direzione opposta rispetto a quello che Instagram chiede: esposizione costante, performance, velocità.
Ha scelto Zoom. Incontri mensili. Regole che proteggono chi preferisce stare in disparte. Nessun obbligo. Nessuna aspettativa di ROI.
E questo mi fa riflettere: se offline possiamo costruire comunità rispettando i nostri ritmi, perché online diamo per scontato che passi tutto da piattaforme che chiedono esattamente l’opposto?
Elena ha trovato il suo equilibrio: usa Instagram per acquisizione, ma senza dipenderci. Preferisce la newsletter per fidelizzazione. Crea momenti di connessione offline (o su Zoom) dove le persone possono essere semplicemente se stesse.
E alla fine della live ci siamo dette la stessa cosa che mi ero detta con Tamara: ci siamo impegnate entrambe a uscire dalla comfort zone. Lei con le dirette, io con questa serie di live. Perché a volte bisogna fare le cose anche se fanno paura, proprio per sbloccarsi.
Ma sempre a modo nostro. Al nostro ritmo. Con la nostra voce.
Altri modi per farti conoscere
Durante la live con Elena abbiamo toccato questo tema: esistono canali che rispettano di più i nostri ritmi e la nostra natura introversa.
- La newsletter. Elena la preferisce in assoluto. Non c’è algoritmo che decide chi può leggere i tuoi messaggi. È un canale di fidelizzazione potentissimo.
- YouTube. Elena e Lorenzo lo stanno incrementando. È più approfondito di Instagram, permette contenuti riflessivi e tutorial. Le persone lo guardano come guarderebbero la TV, non è un contenuto “mordi e fuggi” che ti sfugge nel feed. Richiede più tempo nella produzione, ma il formato permette profondità.
- Il networking offline (o su Zoom). Il Coworking Introverso è l’esempio perfetto. Creare momenti di connessione autentici, senza pressione, dove le persone possono conoscersi davvero invece di scambiarsi solo presentazioni formali.
- Eventi dal vivo e collaborazioni sul territorio. Elena li menziona come alternativa concreta, soprattutto se lavori offline o in locale. “Andare agli eventi, creare collaborazioni sul territorio. Allora Instagram diventa davvero molto meno importante.”
Non devi usarli tutti. L’importante è sapere che hai scelta. Instagram può essere un canale utile per l’acquisizione id potenziali clienti, ma non l’unico. E soprattutto, puoi usarlo a modo tuo.
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