Come risalire in serp dopo un update di Google: 7 consigli per affrontare al meglio l’aggiornamento

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26 Marzo 2024
risalire serp dopo update google

Articolo pubblicato il 19 aprile 2023 e aggiornato il 26 marzo 2024

Il 5 marzo Google ha rilasciato un doppio aggiornamento, il March 2024 Core Update, la cui implementazione richiederà 1 mese, e il March 2024 Spam Update, terminato il 20 marzo.

Un core update rappresenta una modifica significativa e importante degli algoritmi e dei sistemi di ricerca di Google in tutto il mondo che può comportare un posizionamento migliore per pagine che prima non erano molto visibili e far scendere quelle che erano in cima.

Un calo potrebbe essere dovuto alle modifiche apportate dall’aggiornamento principale piuttosto che a qualcosa di sbagliato nel contenuto o nella struttura del sito.

Google incoraggia coloro che vedono cali nelle classifiche a concentrarsi sul miglioramento della qualità del sito Web piuttosto che sulla ricerca di soluzioni tecniche.

Nell’articolo di oggi voglio condividere con te le informazioni più importanti relative a questi update e alcune strategie per recuperare il posizionamento perso e affrontare con serenità quelli successivi.

Sommario

March 2024 Core Update e March 2024 Spam update

Gli obiettivi di questi due aggiornamenti sono:

  • migliorare la qualità della ricerca. La missione di Big G è sempre stata quella di dare agli utenti la migliore risposta possibile alle loro domande quindi anche con questo ultimo update l’azienda californiana mira a perfezionare ulteriormente i suoi risultati, garantendo che le persone ricevano informazioni sempre più affidabili e pertinenti. Più nello specifico il March 2024 Core Update mira a ridurre del 40% i contenuti di bassa qualità e non originali nei risultati di ricerca. Dal momento che si tratta di uno degli aggiornamenti più rilevanti degli ultimi anni, nella serp ci potrebbero essere più fluttuazioni del solito.
  • Migliorare il riconoscimento di pagine spam create sfruttando strumenti di intelligenza artificiale generativa o altri strumenti simili senza aggiungere valore per gli utenti.
  • Impatto e recupero. Se noti un calo delle prestazioni questo non significa che il tuo sito web ha un problema. Piuttosto si tratta dell’effetto dell’update in quanto il motore di ricerca vuole mantenere degli standard qualitativi molto alti.
  • Cosa consiglia di fare Google. Le linee guida di Google incoraggiano chi vede cali nelle classifiche post-aggiornamenti a concentrarsi sul miglioramento della qualità del sito web, piuttosto che sulla ricerca di soluzioni tecniche. In particolare, i consigli invitano a verificare le pagine che non vanno bene, studiare i termini di ricerca che hanno portato le persone a quelle pagine e confrontare i tuoi contenuti con le domande fornite da Google che ti ho linkato al punto 5.
  • Tempi di recupero. In genere, sono necessari diversi mesi affinché le pagine recuperino le classifiche perse a causa di un aggiornamento principale, se i miglioramenti lo richiedono.

Come recuperare traffico dopo l’aggiornamento dell’algoritmo di Google: i miei consigli

1. Aspetta che l’update sia finito 

Il primo suggerimento che ti do prima di correre sul tuo sito e stravolgerlo è aspettare che l’aggiornamento sia terminato e la serp sia di nuovo stabile. In questo caso attendi fino a metà aprile e poi valuta.

È normale che durante il periodo dell’update i contenuti subiscano delle fluttuazioni: alcuni saliranno, altri invece che erano ben posizionati perderanno traffico e visibilità.

Il metodo migliore per sapere quando è in atto un cambiamento dell’algoritmo è consultare il tool Sensor di Semrush che mostra la volatilità della pagina dei risultati del motore di ricerca negli ultimi 30 giorni. Puoi cliccare in alto a destra e ricevere le notifiche via mail o direttamente nel browser.

2. Approfondisci gli obiettivi dell’aggiornamento

Google per migliorare la qualità dei risultati di ricerca e portare avanti la missione di dare agli utenti informazioni pertinenti e affidabili, lancia regolarmente degli aggiornamenti, in genere un paio di volte l’anno. Update che possono riguardare la lotta allo spam o che focalizzano l’attenzione  sui contenuti di valore come è stato con questi ultimi update di marzo 2024.

L’algoritmo evoluto del gigante di Mountain View, basato sul modello di machine learning, riconosce perfettamente quei testi scritti unicamente per forzare il posizionamento da quelli più originali che soddisfano a pieno le aspettative dei visitatori, quindi occhio! 

A parte questo dobbiamo sempre ricordare che i nostri portali sono valutati dai quality rater, un esercito di 16 mila persone in tutto il mondo (dato aggiornato a dicembre 2022), di cui 4 mila nell’area Emea (Europa, Medio Oriente e Africa).

Queste figure prendono come riferimento le linee guida in inglese fornite da Google in circa 180 pagine e danno dei feedback sul valore dei risultati presenti in serp. Valutazioni che non hanno un impatto diretto sul posizionamento dei siti ma servono al motore di ricerca per migliorare i suoi algoritmi e quindi il ranking (posizionamento) finale. 

3. Identifica quali articoli hanno subito una retrocessione

Una volta che è terminato l’aggiornamento e hai compreso qual è l’obiettivo, devi capire quali articoli hanno subito un calo di traffico.

La prima cosa che ti consiglio di fare è creare un file excel da aggiornare regolarmente. Ho condiviso il modello che uso dal 2016 con chi acquista la mia guida pdf al SEO copywriting.

In ogni caso è bene andare sul sicuro e controllare il posizionamento con tool professionali come Seozoom. Su questa piattaforma puoi inserire il tuo progetto e aggiungere le keyword da monitorare. 

Qui sotto vedi alcune parole chiave per cui mi sono posizionata in prima pagina e che mi portano traffico profilato.

In alternativa puoi:

  • delegare questa attività ad una professionista. Io mi occupo del monitoraggio del posizionamento per le clienti che vogliono mantenere l’investimento fatto con il percorso di consulenza SEO.
  • Usare Ubersuggest.
  • Effettuare una verifica manuale in incognito su Google se hai la sicurezza che le parole chiave di tuo interesse hanno un volume di ricerca e non sono molto competitive.

Di come verificare il posizionamento ne ho parlato in questo post.

Come verificare il posizionamento su Google: 3 metodi per farlo gratis

4. Studia i risultati in serp e migliora i tuoi contenuti

Se vuoi recuperare un po’ di posizioni dopo un update devi ottimizzare gli articoli che sono stati declassati. Parti dall’analisi della serp e osserva attentamente cosa hanno scritto i tuoi competitor presenti sulla prima pagina. Se sono lì è perché Google ha ritenuto i loro contenuti migliori rispetto ai tuoi. Non ti dico di copiare né tantomeno di fare un collage ma di prendere spunto e condividere tutto ciò che di valore hai imparato dalla tua esperienza

Devi dimostrare a Google ma soprattutto ai tuoi lettori che hai una conoscenza approfondita di quello che hai pubblicato. Devono atterrare sul tuo sito e trovare la risposta più chiara, approfondita e originale possibile alla loro domanda o meglio definita query di ricerca altrimenti non torneranno più e l’avrai persi per sempre.

In parole povere devi rispettare il paradigma E-E-A-T, acronimo di Experience (esperienza), Expertise (competenza), Authoritativeness (autorevolezza) e Trustworthiness (affidabilità). 

5. Rispondi alle domande di Google per valutare la qualità dei tuoi testi 

Google ha condiviso un documento composto da ben 32 domande suddivise in 5 blocchi per aiutare i content creator a capire se stanno scrivendo contenuti adottando un approccio people-first o search engine-first, cioè per le persone o per i motori di ricerca. 

Lo trovi qui su questa pagina.

6. Ottimizza la SEO on page

A parte il contenuto puoi migliorare la SEO on page, cioè tutti gli elementi SEO che si trovano all’interno della pagina web di un sito: tag title, meta descrizione, immagini, link interni ed esterni.

Fai attenzione anche alla formattazione del testo e alla gerarchia dei tag heading (h1, h2, h3),  alle immagini, ai link interni ed esterni. 

Per approfondire puoi leggere questo articolo.

Ottimizzazione SEO onpage: 9 trucchi per farla su WordPress

7. Cura l’aspetto tecnico del tuo sito web

L’ultimo suggerimento che ti do per recuperare il posizionamento in serp dopo un update di Google, è valutare la SEO tecnica del tuo sito web.

Se il portale è lento a caricare perché hai caricato immagini che pesano diversi megabyte oppure ha problemi ad eseguire la scansione e l’indicizzazione dei contenuti, tutto quello che fai risulterà vano.

Di come fare un’analisi approfondita del tuo sito web dal punto di vista tecnico e dei contenuti ne ho parlato nell’articolo relativo all’audit SEO:

Come fare l’analisi SEO del tuo sito web

Se vuoi agire ma non sai come muoverti prenota un’ora di consulenza con me su Google Meet. Potremo focalizzarci su un aspetto specifico e studiarlo a fondo, così poi avrai le idee più chiare.

Ciao!

Ciao!

Mi chiamo Luigina, mi divido a metà tra la passione per la SEO e l’amore per la mia Calabria. Aiuto freelance, libere professioniste e imprenditrici ad essere più visibili su Google e a farsi trovare online dai clienti ideali, riconquistando un po’ di libertà dai social media. Nella pratica creo e riprogetto siti web posizionandoli sulla prima pagina dei motori di ricerca e mi occupo di formazione. Conosciamoci meglio.

3 Commenti

  1. Paola

    Lavoro come publisher dal 2008 e posso affermare che i recenti updates messi in atto da Google non hanno nulla a che vedere con la qualità dei contenuti offerti, bensì con una scrematura voluta a discapito dei piccoli publishers. Anche i consigli che offrono non contano nulla, zero, nada. Inutile crucciarsi per apportare modifiche che nel giro di qualche mese saranno da modificare nuovamente perché Google decide di cambiare le carte in tavola senza un motivo (o peggio ancora adducendo una motivazione falsa).

    Il mio sito non ha nulla che non va. Offro contenuti di qualità, sempre aggiornati. Il sito è sempre stato curato ai massimi livelli. Eppure con l’update di settembre sono passata da 1.200 visite a 600-700 visite, così senza un motivo valido. Con l’update di marzo da 600-700 a poco più di 200. Hanno letteralmente ucciso il mio sito.

    Anche i parametri core web vitals che hanno introdotto e che variano da un giorno all’altro non hanno alcun senso di esistere. Senza che io applicassi alcuna modifica, mi sono ritrovata con questi parametri parzialmente negativi. A mio avviso, è semplicemente un modo fittizio per scremare ulteriormente i publishers.

    Vedo siti autotradotti oppure siti con contenuti discutibili primeggiare in serp. Se questo è il livello di qualità che google vuole ottenere, direi che invece di progredire in meglio sta regredendo in peggio. Questa non è solo una mia considerazione personale. Dando un’occhiata al sito seroundtable, che molti publishers sicuramente conosceranno, è ormai chiaro a livello mondiale ciò che Google sta mettendo in atto. Non esiste più la meritocrazia, bensì è il dio denaro a farla da padrone.

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    • Luigina La Rizza

      Ciao Paola,
      grazie per essere passata da qui.
      Mi dispiace che il tuo sito abbia perso un bel po’ di visite.
      Da quello che ho notato anche su diversi gruppi a cui sono iscritta c’è stato un calo abbastanza importante per molti siti web ma non credo che Google voglia scremare i publishers.
      Sui miei portali personali e su quelli delle clienti che curo in modo costante non ho notato delle retrocessioni.
      Non so quale sia il tuo sito, quindi non posso neanche darti un parere.
      Spero che ci sia un’inversione di rotta ma quando lavoriamo con canali che non possiamo controllare al 100% dobbiamo anche essere pronte ai cambiamenti.
      In bocca al lupo per il tuo progetto.

      Luigina

      Rispondi

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