Giovedì 19 marzo ho fatto la terza live di “Chiacchiere tra freelance introverse” con Giancarla Zaino Marciano, SEO content strategist.
Giancarla si occupa di potenziare la presenza online di personal brand e libere professioniste, mixando SEO, branding, business design e copywriting. Ma c’è una cosa che tiene insieme tutto il suo lavoro: la relazione e i contenuti sono sempre al centro.
Le piace lavorare con i “brand umani”. Quei brand che mettono al centro la trasparenza, la relazione, il loro lato umano. Quelli che danno prevalenza a questi aspetti piuttosto che alle performance del business o al fatturato.
E quando le ho chiesto del suo rapporto con Instagram, mi ha dato una risposta che riassume perfettamente quello che molte di noi sentono.
“Il rapporto è altalenante”
“Ci sono periodi di amore e periodi in cui ho bisogno di prendermi spazio e aprirlo un po’ di meno.“
Ma c’è una cosa che ammette: tutto il suo lavoro oggi esiste grazie a Instagram.
Dal 2020 in poi, tutte le relazioni che ha creato sono nate grazie alle interazioni, alle chiacchierate, agli incontri che si sono sviluppati su questa piattaforma.
“Ho creato una bolla in cui ho trovato tante persone affini, sia amicizie che collaborazioni che colleghi e clienti. E quindi questa è una cosa molto bella della piattaforma.“
Ma c’è l’altro lato.
“La velocità della piattaforma è qualcosa che per me è estenuante. È tutto troppo veloce, tanti stimoli. E questo algoritmo pensato per farti rimanere attaccato alla piattaforma, nello scrollare continuamente video...”
Instagram drena energie
Quando le ho chiesto se a livello energetico Instagram la drena, la risposta è stata netta.
“Mi drena tanto. E infatti negli ultimi due anni ci sto quando sono emotivamente e mentalmente più serena. Perché riesco a vivere questa piattaforma così stimolante, così affollata, così rumorosa con più tranquillità.“
Nei periodi in cui non sta benissimo, preferisce vivere un po’ più nell’offline ma mantiene le relazioni con le persone con cui parla più spesso, anche su Instagram.
Questa cosa mi ha fatto riflettere. Crearsi una bolla di persone affini non è solo una strategia, è una forma di protezione. È scegliere con chi stare in quello spazio così rumoroso.
E le ho raccontato della mia esperienza. Di come spesso mi sono sentita inadeguata su Instagram. Di come quella sensazione mi abbia portato a chiudere il profilo due anni fa. Di quanto sentivo la pressione e quanto avevo bisogno di staccare.
Le credenze che limitano la visibilità
Durante la live ho voluto affrontare di nuovo il tema delle credenze. Di come le nostre convinzioni su Instagram influenzino le nostre azioni e, di conseguenza, i nostri risultati.
Le ho chiesto: “il fatto di credere che Instagram sia veloce, che dreni energie, ha influenzato le tue azioni sulla piattaforma?“
“Sì, un po’ sì. Soprattutto da quando è diventata una piattaforma molto orientata ai video.“
Per Giancarla il formato video non è super naturale. Una chiacchierata come la nostra live per lei è molto confortevole. Ma i video veloci, i video dove devi stare sul pezzo con i tempi, con le musiche, con tutto quello che per lei non è naturale, le creano difficoltà.
“Non pubblico video da tempo immemore. E questo sicuramente ha limitato la mia visibilità.”
“Però cerco di trovare il mio modo per esserci. Forse il fatto che io ho iniziato in un periodo in cui non c’era tutto questo affollamento mi ha dato un po’ di vantaggio. Tante persone hanno continuato a seguirmi, si ricordano di me. E anche quando decido di fare quei pochi lanci durante l’anno rispondono in modo sempre molto attivo.“
Si può fare marketing senza Instagram?
Le ho fatto la domanda che faccio a tutte: “considerando questa evoluzione di Instagram verso una piattaforma sempre più videocentrica, è possibile fare marketing senza essere presenti o senza essere dipendenti al 100%?“
“Penso di sì. Molto dipende anche un po’ dalla propria personalità, oltre al proprio posizionamento, al proprio pubblico.“
Instagram è sicuramente un amplificatore molto utile. Ti dà opportunità di visibilità che altri canali non ti danno. Ti porta a raggiungere un pubblico che magari non trovi altrove.
“Escluderlo completamente dalla propria strategia si può fare, perché siamo tutti liberi di vivere gli ambienti sociali digitali che sentiamo più affini.“
Ma è importante capire esattamente anche come starci. Se Instagram non ci fa stare bene, ci drena energie, o non ci dà il ritorno che ci aspettiamo rispetto all’investimento di tempo, di sforzo, anche economico, uno può tenerlo come canale alternativo.
Instagram ha una cosa che riesce a fare bene: la relazione.
“Riesce a creare quella relazione e quella vicinanza comunque alla professionista, alla persona, al creator, che magari le altre piattaforme non riescono a fare tantissimo. E quel senso di community io lo sento molto più vicino su Instagram che su altri canali.“
Risorse dal blog:
Come fare marketing senza social media
Il ROI dei diversi canali
Durante la live ho condiviso un dato che avevo visto in una masterclass: l’email marketing ha il ROI più alto, la SEO al secondo posto con un ROI tra $8 e $20. Instagram invece sta tra $0.50 e $2.
“Di questo secondo me ne dobbiamo tenere conto. E dobbiamo considerare anche la durata dei contenuti. Perché io personalmente preferisco investire più su un contenuto, su un articolo del blog che so che porta traffico per anni, anziché un reel che magari ci metto due ore per produrlo e poi dura massimo 24 ore.“
Di questo aspetto ne ho parlato in modo più approfondito nel mio articolo sul perché fare SEO.
Giancarla è stata d’accordo immediatamente. “Hai più che ragione, assolutamente.“
Ogni canale ha la sua funzione all’interno del flusso di scoperta delle persone o del percorso d’acquisto. Ogni canale può essere un punto di contatto interessante per il nostro potenziale cliente.
“Instagram ci permette di farci scoprire, ci permette di creare quella prima interazione, quel primo livello di relazione che possiamo coltivare però anche altrove. Attraverso la newsletter, attraverso il blog, attraverso i video di YouTube.“
Quello che mi porto a casa
Alla fine della live le ho chiesto: “se dovessi dare un solo consiglio a una professionista introversa che si sente sopraffatta da Instagram, cosa diresti?“
“Di restare sempre se stessa e di non cambiare quella che è per assecondare l’algoritmo.”
Gestire la presenza su Instagram come si sente più allineata alla sua personalità, sia nei modi, nella narrazione, sia nei tempi, nella quantità di contenuti da pubblicare.
“E soprattutto lavorando molto sui suoi valori, sulla sua missione e visione perché sono proprio i primissimi elementi che vanno a creare la relazione con chi vive online. Ovviamente non ti conosce di persona, quindi non ha uno storico. E in quei pochi secondi o minuti che ti dedica a scoprirti, più ci metti dentro di te, più riesci a creare quella relazione.“
Questa conversazione con Giancarla mi ha confermato qualcosa che sento sempre più forte: non dobbiamo cambiare per l’algoritmo.
Giancarla ha un rapporto altalenante con Instagram. Ci sta quando è serena. Non pubblica video da tempo. Ha una bolla ristretta ma affine. E il suo lavoro funziona lo stesso. Perché ha scelto di essere se stessa. Non ha cercato di adattarsi. Ha trovato il suo modo.
E alla fine, questo è quello che conta.
Se vuoi puoi leggere questo post sui consigli di marketing per freelance introverse.
Live YouTube
Ti lascio alla visione della live con Giancarla Zaino Marciano e non dimenticarti di iscriverti al mio canale.
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