Il calcolo della tassazione nel regime forfettario può sembrarti un argomento ostico se sei una freelance che non ama avere a che fare con i conti e preferisce delegare in toto questa attività ad una commercialista.
Quando diversi anni fa ho avviato la mia attività, ricordo benissimo quanto mi sentivo confusa, non tanto per i numeri perchè in un modo o nell’altro hanno fatto sempre parte della mia vita, prima con gli studi e poi come consulente del lavoro, ma per le emozioni che la gestione delle tasse e in generale del denaro mi provocava.
In questo articolo ti racconterò la mia esperienza come freelance ed ex consulente del lavoro per portarti un po’ di consapevolezza e aiutarti a calcolare le tasse e i contributi nel regime forfettario. Ti guiderò passo dopo passo, condividendo una piccola parte del mio bagaglio professionale ormai appartenente al passato, file, informazioni utili e suggerimenti per gestire al meglio gli accantonamenti e non ritrovarti in crisi quando arriva il momento di pagare gli F24.
*Disclaimer
Non sono una commercialista. Quello che condivido qui è semplicemente frutto della mia esperienza dal 2010 ad oggi, prima come consulente del lavoro e poi come frelance.
Sommario
- Il mio passato da consulente del lavoro
- Come calcolare le tasse e i contributi Inps nel regime forfettario
- Cos’è il regime forfettario
- Vantaggi del regime forfettario
- Procedura per calcolare l’imposta sostitutiva e i contributi Inps della Gestione Separata
- Esempio pratico dichiarazione dei redditi 2026
- Foglio excel calcolo tasse regime forfettario
- La mia esperienza con Fiscozen per la gestione della partita iva forfettaria
- Come gestisco gli accantonamenti per le tasse e non andare nel panico
- Quanto devo fatturare per guadagnare 1.500 euro al mese nel regime forfettario?
Il mio passato da consulente del lavoro
Prima di intraprendere la carriera come consulente SEO, ho lavorato dal 2010 al 2013 in uno studio di consulenza del lavoro di Roma: mi occupavo di elaborazione buste paga e contributi per ambasciate, compagnie dello spettacolo, piccole aziende e studi professionali.
Alcuni dei miei compiti erano:
- la preparazione dei contratti;
- la comunicazione online al Centro per l’Impiego di assunzione o cessazione di un rapporto lavorativo;
- i controlli a campione a fine anno sui conguagli fiscali;
- la redazione online dei certificati di agibilità per i lavoratori dello spettacolo;
- la quadratura degli F24 di ogni singola azienda per verificare che fosse tutto ok a livello di imposte e contributi previdenziali. La procedura più articolata in assoluto riguardava le compagnie dello spettacolo. Trattandosi di realtà soggette ai contributi previdenziali Enpals e non Inps, i meccanismi di calcolo dei contributi erano diversi e molto complessi da determinare. In questo caso ad essermi di supporto c’era il magico file excel ideato dalla titolare. È proprio grazie a questi controlli incrociati che qualche volta ho identificato degli errori sui cedolini elaborati dal CED di Milano.
Riassumendo, i controlli con i file excel erano il mio pane quotidiano, e sono felice e grata di essermi portata dietro quel bagaglio di competenze professionali quando sono diventata freelance.
Ad oggi, nonostante siano passati più di 10 anni da quando ho lasciato Roma, compilo con piacere il file excel che ho personalizzato per calcolare in modo esatto l’importo delle tasse e dei contributi anche se ho il supporto di Fiscozen, l’azienda che ho scelto per gestire al meglio la mia partita Iva.
Come calcolare le tasse e i contributi Inps nel regime forfettario
Calcolare le tasse e i contributi Inps se sei come me nel regime forfettario non è difficile come pensi. Come in tutte le cose basta un po’ di pratica.
Io credo che da piccola imprenditrice tu debba essere consapevole di come funziona il sistema fiscale, poi ovviamente non devi essere tu concretamente ad occupartene ma conoscendo i meccanismi hai sicuramente più controllo. Un po’ come accade anche quando tu sei consapevole delle potenzialità della SEO rispetto ai social media e quindi prendi le decisioni più giuste per la tua strategia di comunicazione e marketing.
Cos’è il regime forfettario
Il regime forfettario è un regime fiscale semplificato, pensato per piccoli business e freelance come noi. Le tasse sono calcolate su una base imponibile ridotta, ottenuta applicando un coefficiente di redditività (in genere del 78%) al fatturato annuale. Questo in concreto significa che ad esempio, invece di calcolare e pagare le tasse su un fatturato di 20.000 euro, lo fai su 15.600 euro.
Vantaggi del regime forfettario
- Semplificazione delle scadenze fiscali: non devi preoccuparti di adempimenti complessi come IVA e IRAP.
- Aliquote ridotte: l’aliquota dell’imposta sostitutiva è generalmente più bassa rispetto al regime ordinario. Nei primi 5 anni di attività è del 5%, poi passa al 15%.
- Minori adempimenti burocratici in termini di tenuta della contabilità.
Procedura per calcolare l’imposta sostitutiva e i contributi Inps della Gestione Separata – Anno 2026
- Determina i ricavi totali (fatturato annuale): somma tutte le fatture emesse durante l’anno. Se utilizzi Fiscozen li trovi indicati sulla dashboard.
- Applica il coefficiente di redditività: moltiplica il fatturato annuale per il coefficiente di redditività specifico per la tua attività e avrai il reddito lordo. Nella maggioranza dei casi è pari al 78% però se non lo sai chiedi al commercialista.
- Appuntati l’ammontare dei contributi Inps che hai versato nel 2025.
- Calcola il reddito imponibile dato dalla differenza tra il reddito lordo e l’ammontare dei contributi previdenziali che hai pagato nel 2025 (punto 3).
- Calcola il saldo dell’imposta sostitutiva relativa al 2025 che pagherai entro il 30 giugno moltiplicando il reddito imponibile per l’aliquota dell’imposta sostitutiva e sottraendo al risultato l’importo degli acconti che hai versato nel 2025.
- Calcola gli acconti dell’imposta sostitutiva relativa al 2026. A riguardo ci sono due metodi: storico e previsionale. Il primo è più sicuro e prende come riferimento il risultato dell’anno precedente. In questo caso moltiplichiamo il reddito imponibile per l’aliquota dell’imposta sostitutiva e dividiamo il tutto a metà. Un 50% lo pagheremo entro il 30 giugno e l’altro 50% entro il 30 novembre. Con il secondo teniamo conto del fatturato che prevediamo di incassare durante l’anno. Ad ogni modo ricordati che se l’importo dell’acconto è inferiore a 52,00 euro, sei esonerata dal versamento. Se l’ammontare è compreso tra 52,00 e 258,00 euro, occorre versare gli acconti in un’unica soluzione al 30 novembre. Per importi superiori versi il primo e il secondo acconto a giugno e novembre.
- Calcola il saldo dei contributi Inps relativi al 2025: moltiplica il reddito lordo per l’aliquota previdenziale del 2025 (26,07%) e al risultato sottrai gli acconti Inps che hai versato nel 2025.
- Calcola gli acconti dei contributi previdenziali relativi al 2026. Prendi il reddito lordo, lo moltiplichi per l’aliquota definita dalla circolare Inps n. 8 del 3 febbraio per il 2026 (26,07%) e applichi l’80% dividendolo a metà: il 40% lo paghi entro il 30 giugno e l’altro 40% entro il 30 novembre.
Esempio pratico Dichiarazione dei redditi 2026
Fatturato incassato nell’anno 2025: 20.000€
coefficiente di redditività: 78%
Aliquota Imposta sostitutiva: 15% (nel caso in cui tu sia nel 6° anno di attività) altrimenti è del 5%
Aliquota Inps 2025: 26,07%
Aliquota Inps 2026: 26,07%
Contributi Inps versati nell’anno 2025: 1.000€
Acconti Inps versati nell’anno 2025: 900€
Acconto imposta sostitutiva versata nel 2025: 100€
Reddito lordo = 20.000*78% = 15.600€
Reddito Imponibile: 15.600€ – 1.000€= 14.600€
Saldo 2025 imposta sostitutiva da pagare entro il 30 giugno 2026
(14.600*15%) – 100= 2.090€
Acconti Imposta Sostitutiva da pagare a giugno e novembre 2026
(14.600*15%)/2= 1.095€
Saldo contributi Inps 2025 da pagare al 30 giugno 2026
(15.600*26,07%)- 900=3.167€
Acconti Contributi Inps da pagare a giugno e a novembre 2026
(15.600*26,07%)*0,4=1.627€
Totale da pagare al 30 giugno 2026= 2.090+1.095+3.167+1.627=7.979€
Totale da pagare al 30 novembre 2026= 1.095+1.627=2.722€
Importo totale tasse 2026 = 10.700€
Foglio excel calcolo tasse regime forfettario
Per aiutarti a gestire in autonomia il calcolo delle tue tasse, ho creato un file Excel professionale basato sulla mia esperienza come ex consulente del lavoro. Questo strumento ti permette di:
- Calcolare con precisione acconti e saldi 2026
- Ottenere importi esatti, non range approssimativi
- Pianificare in anticipo i tuoi versamenti
- Avere sempre sotto controllo la tua situazione fiscale
Se vuoi eliminare l’incertezza sul calcolo delle tue tasse e avere sempre sotto controllo acconti e scadenze, puoi acquistare il file Excel a soli 27€. Lo riceverai subito nella tua casella di posta e potrai iniziare a utilizzarlo immediatamente.
La mia esperienza con Fiscozen per la gestione della partita IVA forfettaria

Gestire una partita IVA nel regime forfettario e contenere i costi nei primi anni di attività in cui il volume del fatturato non è altissimo è complesso.
Io ho scelto Fiscozen per una serie di ragioni: costi contenuti, velocità, facilità, reminder degli adempimenti fiscali e a distanza di due anni posso dire di aver trovato una soluzione eccellente.
In pratica si tratta di una piattaforma online made in Italy che offre servizi di gestione fiscale per freelance. Hai un commercialista dedicato disponibile via chat, telefono ed email che risponde in modo veloce a tutti i dubbi e domande, la fatturazione elettronica gratis, gli F24 già pronti e molto altro.
Il gestionale ti offre una dashboard con l’andamento stagionale del fatturato rispetto all’anno precedente, la previsione orientativa di tasse e contributi, il limite dei ricavi, l’indicazione delle fatture che hai emesso e che devi incassare. In più puoi registrare velocemente le spese che hai sostenuto e creare le anagrafiche dei clienti avendo come dati il fatturato generato e l’incidenza sullo stesso in termini percentuali.
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Come gestisco gli accantonamenti per le tasse e non andare nel panico
Il principio da cui dobbiamo partire è che quello che noi incassiamo con le fatture non è tutto nostro e va assolutamente destinato in un conto bancario separato destinato al pagamento degli F24.
Come mi sono regolata io? Ad oggi ho 3 conti correnti bancari che mi fanno sentire molto più serena:
- Conto personale per gestire tutte le spese che non sono legate alla mia attività come consulente SEO. Qui ricevo il bonifico del mio stipendio mensile che eseguo dal conto operativo.
- Conto operativo dove arrivano i bonifici delle clienti e da cui eseguo i pagamenti legati all’attività come professionista: servizio di hosting e dominio, licenza privacy e cookie policy, abbonamento Lightroom e Photoshop, licenza Seozoom, parcella Fiscozen etc.. Da qui alla fine di ogni mese faccio un bonifico spostando il 50% del fatturato incassato sul conto accantonamento dedicato alle tasse e un altro relativo al mio stipendio sul conto personale che varia di mese in mese.
- Conto accantonamento tasse che uso per pagare gli F24 previsti a giugno e a novembre di ogni anno.
Forse tre conti correnti ti sembrano troppi perché pensi di avere un sacco di spese. In realtà, ti dico che con un po’ di impegno è facile trovare delle offerte sui conti correnti online. Di sicuro non esiste un conto corrente bancario a costo 0 nel vero senso della parola, quindi è necessario scendere un po’ a compromessi.
Alla fine facendo i calcoli per mantenere tre conti bancari e avere molta più tranquillità rispetto al passato pago circa 58€/anno.
Quanto devo fatturare per guadagnare 1.500€ al mese nel regime forfettario?
Ora rispondo ad una domanda che potrebbe venirti in mente da freeelance considerando che le tasse incidono in modo considerevole sul netto che abbiamo a fine mese.
Se il tuo obiettivo di fatturato mensile è di 1.500 euro al mese fai così:
- Raddoppia l’obiettivo di fatturato mensile per considerare l’impatto delle tasse. Per stare tranquilla io per ogni fattura che incasso accantono il 50%. Quindi lo stipendio mensile lordo è di 3.000€.
- Moltiplica lo stipendio mensile lordo per 12 mensilità (minimo) e se vuoi anche per 13 o 14 mensilità. Ottieni così la retribuzione annua lorda che nel caso di 12 mensilità sarà di 36.000€.
- Calcola il fatturato annuo che devi incassare aggiungendo alla retribuzione annua lorda le spese annuali che sostieni per il tuo business, dal canone bancario ai servizi di dominio e hosting. A questa somma aggiungi anche un margine che vuoi reinvestire l’anno successivo magari nella formazione oppure in qualche servizio che vuoi delegare come ad esempio una consulenza SEO, un corso di formazione SEO individuale per imparare a lavorare in autonomia sul posizionamento del tuo sito web. In questo caso consideriamo un margine del 10%.
- Calcola il fatturato mensile dividendo il fatturato annuale non per 12 ma per 11 tenendo conto che per qualche settimana sarai in ferie. Alla fine il fatturato mensile sarà di 3.800€.
Anche per questo ho creato un file Excel per la pianificazione finanziaria che ti permette di:
- Calcolare con precisione il fatturato necessario partendo dallo stipendio netto desiderato
- Gestire le tue spese personali e professionali
- Determinare la tua tariffa oraria ottimale.
Se vuoi avere il controllo completo delle tue finanze e sapere esattamente quanto fatturare per raggiungere i tuoi obiettivi, puoi acquistare il file Excel a soli 17€. Lo riceverai subito nella tua casella di posta e potrai iniziare a utilizzarlo immediatamente.
Conclusione
Spero che questo articolo ti abbia fornito una panoramica chiara e utile su come calcolare le tasse nel regime forfettario. Con le giuste informazioni e risorse puoi affrontare il processo con maggiore sicurezza. Puoi usare i file excel che ho preparato per te per essere più consapevole di come funzionano le cose e poi valutare anche piattaforme come Fiscozen per semplificare la tua gestione fiscale.
Se hai dubbi o domande scrivimi un commento qui sotto. Ti aspetto!
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Articolo pubblicato il 4 agosto 2024 e aggiornato l’8/02/2026







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