Se stai cercando una risposta diretta, eccola: per comparire nell’AI Overview di Google non esiste una SEO speciale, un trucco segreto o un plugin miracoloso. Serve avere pagine indicizzate, contenuti realmente utili per chi cerca, una struttura chiara e segnali di autorevolezza solidi. Lo dice Google stesso nella sua documentazione ufficiale per i proprietari dei siti, ed è la stessa base su cui si costruisce da sempre una buona strategia SEO.
In questo articolo ti spiego cos’è esattamente l’AI Overview di Google, quando si attiva e quando no, come funziona, quali sfide e opportunità porta con sé, e soprattutto ti darò strategie concrete per essere selezionata e avere più visibilità.
Sommario
- Cos’è l’AI Overview di Google
- AI Overview e AI Mode non sono la stessa cosa
- Come attivare l’AI Overview di Google
- Come funziona Google AI Overview
- Qual è l’impatto dell’AI Overview sul traffico dei siti web
- Come apparire nelle risposte dell’AI Overview di Google
- La mia esperienza diretta: tre progetti visibili in AI Overview
Cos’è l’AI Overview di Google
L’AI Overview di Google è una funzione del motore di ricerca basata sull’intelligenza artificiale generativa introdotta il 26 marzo 2025. In pratica, è un riquadro che appare nella parte superiore della serp, cioè della pagina dei risultati di Google, che sintetizza le informazioni più rilevanti provenienti da diverse fonti rappresentate per lo più da siti web, video YouTube, forum e post social. L’obiettivo è dare al visitatore una risposta veloce alla sua domanda senza farlo navigare tra decine di siti.
Una funzione che rappresenta un cambiamento epocale nella ricerca su Google, nel mondo della SEO e della visibilità dei siti web.
AI Overview e AI Mode non sono la stessa cosa
Da quando ho scritto la prima versione di questo articolo (aprile 2025), in Italia è arrivato anche l’AI Mode, ed è importante non confonderlo con l’AI Overview.
Google li descrive come due esperienze diverse. L’AI Overview è pensato per darti rapidamente la risposta ad una domanda semplice offrendoti un punto di partenza per approfondire; l’AI Mode entra in gioco quando la ricerca richiede più ragionamento, più confronto tra opzioni, più esplorazione. Diciamo che è più una modalità conversazionale simile a ChatGPT o Claude che ti permette di effettuare ricerche complesse e approfondite.
Puoi passare dall’AIO all’AI Mode con un semplice clic a sinistra.
Qui sotto ti riporto un esempio per la query “come organizzare un trekking nel Pollino“.
Nel caso dell’AI Overview, una delle fonti citate a destra è il mio articolo di Calabria nell’Anima.
Google in questo caso dopo la sintesi ci parla anche di:
- scegliere l’itinerario perfetto
- quando andare e cosa portare
- supporto logistico e soluzioni alternative.

Se clicco su AI Mode i risultati sono più o meno simili:
- scegliere itinerario e difficoltà
- punti di appoggio e pernottamento
- equipaggiamento e sicurezza
- i sentieri imperdibili.
Inoltre alla fine ci fa vedere una mappa dove sono segnalati i punti di partenza dei cammini e i borghi ideali per scoprire il Parco Nazionale, ci chiede di fargli sapere quanti giorni durerà il trekking, se siamo allenati e se preferiamo un’escursione di una giornata o un trekking di più giorni.
A questo punto poi con le mie risposte mi dà l’itinerario di trekking per i 5 giorni.





Come attivare l’AI Overview di Google
Molte delle domande che vedo cercate su Google riguardano “come attivare l’AI Overview” o “come si attiva Google AI Overview”. È bene chiarirlo subito: l’AI Overview non è un’impostazione che tu devi attivare. È una funzione che Google mostra automaticamente quando ritiene che una determinata ricerca da parte dell’utente possa beneficiarne.
Il pannello compare nel caso di:
- query informazionali, cioè di quelle frasi in cui l’utente ricerca informazioni o vuole approfondire un determinato argomento. Nello screenshot qui sotto vedi un esempio per la query “come fare marketing senza social media“, in cui io sono visibile con il mio articolo .

- query comparative, cioè quelle in cui voglio confrontare un prodotto e capire qual è il migliore per le mie esigenze.

Il pannello dell’AI Overview non viene mostrato da Google quando:
- l’utente digita una frase di tipo transazionale in cui l’intento di ricerca è proprio quello di acquistare qualcosa. Esempio: scarpe da trekking donna estive”.
- la ricerca riguarda ambiti come la finanza, la sicurezza e la salute delle persone cioè quei temi definiti “YMYL” cioè Your Money or Your Life;
- il visitatore chiede dati in tempo reale, come ad esempio risultati di partite, elezioni etc..
Come funziona Google AI Overview
Nella prima fase Google comprende la richiesta fatta dall’utente e scompone la domanda in diverse sotto domande correlate. Questo meccanismo è stato definito come “Query Fan-Out“, cioè apertura a ventaglio delle query ed è una grande novità rispetto a quello che accadeva in passato prima dell’introduzione dell’AI Overview. Con la ricerca tradizionale le persone ottenevano un elenco di risultati specifici per una determinata richiesta. Oggi con questa tecnica Google esplora tantissime prospettive.
Una volta identificate le domande correlate alla richiesta principale, Google fa la ricerca con il motore tradizionale, identifica le fonti più autorevoli, studia i contenuti verificando quelli che sono più in linea con la domanda fatta dall’utente e genera la risposta sotto forma di riassunto.
Qual è l’impatto dell’AI Overview sul traffico dei siti web
Il cambiamento significativo avvenuto con l’introduzione dell’AI Overview di Google riduce moltissimo il traffico diretto ai siti più che altro per le query informazionali. Gli utenti possono trovare le risposte di cui hanno bisogno nella sintesi offerta dall’intelligenza artificiale senza cliccare nè sui siti citati dal motore nè sui risultati organici presenti nella parte sottostante.
Come apparire nelle risposte dell’AI Overview di Google
Google è stato piuttosto chiaro nella sua documentazione ufficiale: non ci sono ottimizzazioni segrete per comparire in AI Overview o AI Mode, ma restano fondamentali le basi della SEO.
Le prime cose da controllare riguardano gli aspetti tecnici: le tue pagine devono essere indicizzate, idonee a comparire nella Ricerca Google e in grado di mostrare uno snippet.
Spesso quando faccio un’analisi SEO del sito scopro tantissime risorse che non sono indicizzate e quindi non hanno i requisiti per posizionarsi in serp e di conseguenza nell’AIO.
Ad ogni modo questi sono gli aspetti su cui dovresti concentrarti.
1. Lavora sulla SEO tradizionale
Se vuoi che il tuo sito appaia nei risultati dell’AI Overview devi ottimizzarlo per i motori di ricerca. Sembra una cosa scontata ma in realtà non lo è. Ogni giorno vedo portali che non portano visite e questo significa che la tua strategia di comunicazione e marketing dipende esclusivamente dai social media che come sai sono piattaforme che non ti appartengono e governati da algoritmi che limitano la visibilità dei tuoi contenuti. Cosa significa? Che se pubblichi un post su Instagram saranno in pochi a vederlo. Se a questo aggiungi il fatto che nel giro di massimo 24 ore sparisce, comprendi perchè è necessario lavorare su canali di lungo periodo, cioè quegli asset che prevedono la condivisione di contenuti long form, come articoli SEO oriented e video YouTube.
Inoltre, canali come la SEO e Google Ads lavorano sulla domanda consapevole, cioè intercettano un pubblico attivo nelle proprie ricerche e che di conseguenza è più vicino alla fase di acquisto; chi presidia Instagram o Facebook lo fa per passare il proprio tempo libero, non è sulla piattaforma per fare ricerche intenzionali o trovare la risposta ai propri problemi o esigenze.
Qui sotto trovi una serie di articoli di approfondimento che spero ti siano utili.
- SEO: come iniziare se sei una principiante
- Perchè la SEO è ignorata dai web designer
- Perchè fare SEO è essenziale per freelance e imprenditrici
- Domanda latente e domanda consapevole: come scegliere i canali di comunicazione
- Perchè il tuo sito non compare su Google
2. Applica il principio E-E-A-T
E-E-A-T è l’acronimo inglese di Experience (Esperienza), Expertise (Competenza), Authoritativeness (Autorevolezza) e Trustworthiness (Affidabilità). In pratica è il framework ufficiale che Google utilizza per valutare la qualità e l’affidabilità dei contenuti web.
Per te questo significa che devi dimostrare attraverso il tuo sito e i contenuti che hai l’esperienza, la competenza e l’autorevolezza per farti scegliere come fonte dall’intelligenza artificiale di Google.
Ad esempio, negli articoli che scrivi sul blog racconta i casi studio dei tuoi progetti, le sfide affrontate e le soluzioni implementate. Non limitarti a dire cosa fai ma dimostra con i dati concreti i risultati che hai ottenuto e che hai portato ai tuoi clienti.
Oggi con l’utilizzo massivo dei diversi chatbot AI come ChatGPT e Claude, i contenuti presenti online sono tutti uguali. Offrire il tuo punto di vista fa una grande differenza, non solo per i tuoi lettori ma anche per il motore di ricerca.
Ho dedicato una lezione specifica a questo paradigma nel primo modulo della SEO School e del corso SEO WordPress.
3. Approfondisci i contenuti
L’AI Overview privilegia contenuti che rispondono in modo esaustivo alle domande degli utenti. Non si tratta solo di lunghezza ma di completezza informativa.
Concentrati su guide definitive che affrontano un topic da più angolazioni e inserisci poi dei link agli articoli collegati, quelli che vengono definiti “pillar article”.
Dedica sezioni specifiche a rispondere alle faq dei tuoi clienti ideali usando l’approccio conversazionale. Utilizza strumenti come AnswerThePublic o il box “Le persone hanno chiesto anche” di Google per identificare i quesiti reali.
4. Crea una struttura ottimizzata per l’AI
Una struttura logica e gerarchica facilita l’estrazione di informazioni da parte dell’intelligenza artificiale. Quindi ti consiglio di:
- Utilizzare titoli e sottotitoli che rispecchiano domande reali e formattali seguendo l’ordine (H1, H2, H3)
- Inserire elenchi puntati o numerati per informazioni sequenziali
- Aggiungere link interni
- Creare delle tabelle per riassumere i concetti.
5. Aggiorna i post
L’AI Overview premia i contenuti aggiornati.
Revisiona periodicamente i tuoi post principali, aggiungendo nuove informazioni e inserisci in cima o in fondo la data dell’ultima modifica ricordandoti di modificare la data su WordPress.
6. Adotta un approccio multicanale
Non ti limitare solo ad avere un canale Instagram ma lavora anche su altri asset come i video YouTube: come hai visto sopra spesso sono visibili in AI Overview.
La mia esperienza diretta: tre progetti visibili in AI Overview
Qui non ti porto teoria, ti porto numeri verificabili. Ad oggi tra i diversi progetti che gestisco ce ne sono alcuni posizionati nell’AI Overview di Google, e credo sia importante mostrarteli con trasparenza: i dati sono estratti da Seozoom.
1.Calabria nell’Anima, il mio blog dedicato alla Calabria, ha oggi 157 parole chiave posizionate in AI Overview, con 114 menzioni complessive e ben 10 casi in cui viene citato per primo tra le fonti. Solo per farti un esempio concreto, per la keyword “cosa vedere a Soverato” il blog occupa la prima posizione nell’AI Rank.
Come noterai, rispetto agli altri progetti, qui la visibilità nell’AIO è maggiore. Questo perché quando sono andata on line avevo già pubblicato 30 articoli in 2 mesi che poi ho sponsorizzato con gli annunci dinamici di Google ADS e campagne con obiettivo traffico su Meta. Una strategia che grazie all’applicazione del QuietFlow Method™ mi ha permesso di trasformare questo progetto in soli 12 mesi in un caso studio presentato a Seozoom (piattaforma SEO leader in Italia) e all’Università della Calabria.


2. Il sito di una mia cliente, Francesca Felici, traduttrice e insegnante di italiano, ha 254 parole chiave in AI Overview, con 145 menzioni. Qui trovo particolarmente interessante il caso della query “quanto costa apostillare un documento“, dove il suo articolo occupa la prima posizione nel pannello. Lo stesso articolo che grazie alla visibilità data dalla presenza in AI Overview sta portando diversi contatti. Puoi leggere con calma il suo caso studio.


3. Anche il mio sito professionale è presente in AI Overview, con 16 parole chiave posizionate. E qui c’è una piccola curiosità che trovo significativa: l’articolo che stai leggendo, nella sua versione precedente, compare già oggi in AI Overview per la query “ai overview italia”. In un certo senso, questo stesso contenuto è già una prova di ciò che sto per spiegarti.


Conclusione: adattarsi al futuro della ricerca online
L’AI Overview non è solo un’altra funzionalità di Google ma un indicatore chiaro della direzione che sta prendendo la ricerca online. Che tu la veda come un’opportunità o una sfida, ignorarla non è un’opzione.
La strategia vincente in questo nuovo scenario consiste nell’elevare ancora di più la qualità dei tuoi contenuti, rendendoli più approfonditi, strutturati e autorevoli. Non si tratta più solo di posizionarsi in prima pagina ma di diventare la fonte che l’AI di Google considera degna di essere citata.
Articolo scritto il 6 aprile 2025 e aggiornato il 14 luglio 2026
Il tuo prossimo passo
Se sei arrivata fin qui, probabilmente hai già capito una cosa: comparire nell’AI Overview di Google non è un caso, ma il risultato di un sito costruito con cura, capace di lavorare per te nel tempo senza che tu debba rincorrere ogni giorno un algoritmo diverso.
Ed è proprio questo il cuore del marketing al tuo ritmo: costruire una presenza online solida, che ti faccia trovare da chi cerca davvero le tue soluzioni, così da dipendere sempre meno da piattaforme come Instagram.
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