Una settimana fa ho fatto per caso una ricerca su Google per capire il motivo del dolore al braccio destro e mi sono resa conto del cambio epocale nella ricerca su Google. Sì, è arrivata anche in Italia l’AI Overview e sta già trasformando il modo in cui le persone cercano informazioni online.
In questo articolo ti spiegherò cos’è esattamente l’AI Overview, quando si attiva, quali sfide e opportunità porta con sé, e soprattutto ti darò strategie concrete per essere selezionata e avere più visibilità.
Cos’è l’AI Overview di Google e perché dovresti prestare attenzione
L’AI Overview è la nuova funzione del motore di ricerca basata sull’intelligenza artificiale generativa. In pratica, è un riquadro che appare nella parte superiore della serp, cioè della pagina dei risultati di Google, che sintetizza le informazioni più rilevanti provenienti da diverse fonti per dare al visitatore una risposta alla sua domanda.
Ecco i risultati della ricerca che ho fatto quando ho scoperto che l’AI Overview era attiva anche in Italia. Come vedi, la query “dolore al braccio destro” genera innanzitutto una serie di sotto argomenti, tra cui “fino alla mano”, “rimedi naturali”, etc. Più giù, c’è un riepilogo e le cause più comuni del dolore all’arto, tra cui problemi muscolari, articolari etc. Per ogni voce c’è l’icona del link che rimanda ad un preciso sito web. Sulla destra invece trovi un pannello con 3 portali che parlano dell’oggetto della ricerca.
Questa novità rappresenta un cambiamento significativo: da un lato, può ridurre il traffico diretto ai siti perché gli utenti potrebbero trovare le risposte di cui hanno bisogno senza consultare gli altri portali presenti in serp; dall’altro, offre la possibilità di avere visibilità come fonte autorevole citata da Google, anche se non si è ai primi posti nei risultati organici.

Quando appare (e quando no) l’AI Overview
Il pannello AI Overview si attiva solo nel caso di query informazionali, cioè di quelle frasi in cui l’utente ricerca informazioni o vuole approfondire un determinato argomento.
In modo particolare:
- Ci sono dati affidabili provenienti da fonti autorevoli;
- quando le ricerche meritano un approfondimento (anche se da quello che ho notato facendo dei test non è sempre vero). Ad esempio una ricerca generica come “mal di testa” attiva il pannello AI Overview. Una ricerca più specifica come “dolore al dorso del piede” non l’attiva mentre se digito “dolore al dorso del piede cosa fare” sì.



Il pannello dell’AI Overview non viene mostrato da Google quando:
- l’utente cerca parole chiave più legate al business (per fortuna) cioè quelle commerciali e transazionali. Per intenderci keyword come “corso SEO WordPress“, “quanto costa il restyling di un sito web” o “quanto costa l’iphone 16”;
- facciamo una ricerca in incognito perchè Big G non ha dati sulla cronologia dell’utente;
- la ricerca riguarda ambiti come la finanza, la sicurezza e la salute delle persone cioè quei temi definiti “YMYL” cioè Your Money or Your Life;
- il visitatore chiede dati in tempo reale, come ad esempio risultati di partite, elezioni etc..
L’impatto dell’AI Overview sul traffico web
I primi dati sull’impatto dell’AI Overview nel primo trimestre del 2025 mostrano che:
- le pagine posizionate in modo organico hanno avuto un calo del CTR del 7-10% per le ricerche informative;
- i siti con contenuti informativi generici o risposte rapide stanno vedendo una riduzione maggiore del traffico poiché gli utenti ottengono risposte direttamente nella serp;
- i contenuti specialistici, approfonditi e con un alto livello di expertise continuano a ricevere visite qualificate utilizzando i risultati di AI Overview come spunto per altre ricerche.
I fattori chiave per apparire nell’AI Overview
1. Lavora sulla SEO
Se vuoi che il tuo sito appaia nei risultati dell’AI Overview devi ottimizzarlo per i motori di ricerca. Sembra una cosa scontata ma in realtà non lo è. Ogni giorno vedo portali che non portano visite e questo significa che la tua strategia di comunicazione e marketing dipende esclusivamente dai social media che come sai sono piattaforme che non ti appartengono e governati da algoritmi che limitano la visibilità dei tuoi contenuti. Cosa significa? Che se pubblichi un post su Instagram saranno in pochi a vederlo. Se a questo aggiungi il fatto che nel giro di massimo 24 ore sparisce, comprendi perchè è necessario lavorare su canali di lungo periodo, cioè quegli asset che prevedono la condivisione di contenuti long form, come articoli SEO oriented e video YouTube.
Inoltre, canali come la SEO e Google Ads lavorano sulla domanda consapevole, cioè intercettano un pubblico attivo nelle proprie ricerche e che di conseguenza è più vicino alla fase di acquisto; chi presidia Instagram o Facebook lo fa per passare il proprio tempo libero, non è sulla piattaforma per fare ricerche intenzionali o trovare la risposta ai propri problemi o esigenze.
Qui sotto trovi una serie di articoli di approfondimento che spero ti siano utili.
- SEO: come iniziare se sei una principiante
- Perchè la SEO è ignorata dai web designer
- Perchè fare SEO è essenziale per freelance e imprenditrici
- Domanda latente e domanda consapevole: come scegliere i canali di comunicazione
- Perchè il tuo sito non compare su Google
- Come fare SEO fai da te
- Come scegliere le keywords giuste per la SEO
- Guida SEO per ottimizzare le immagini
- Come verificare il posizionamento del tuo sito su Google
- Come fare l’analisi SEO del tuo sito web
2. Applica il principio E-E-A-T: Esperienza, Expertise, Autorevolezza e Affidabilità
Google da un bel po’ di tempo ha ampliato i suoi principi guida includendo anche l’esperienza personale come fattore di valutazione. Per te, questo significa che scrivere articoli mostrando le tue competenze o condividere casi studio con risultati concreti è più importante che mai.
Ho dedicato una lezione specifica a questo paradigma nel primo modulo della SEO School e del corso SEO WordPress.
Strategia pratica
Crea una sezione “Case study” o “portfolio” dove racconti in dettaglio progetti specifici, sfide affrontate e soluzioni implementate. Non limitarti a dire cosa fai ma dimostra con esempi concreti i risultati che hai ottenuto e che hai portato ai tuoi clienti.
3. Approfondisci i contenuti
L’AI Overview privilegia contenuti che rispondono in modo esaustivo alle domande degli utenti. Non si tratta solo di lunghezza ma di completezza informativa.
Strategia pratica
Concentrati su guide definitive che affrontano un topic da più angolazioni, anticipando le domande correlate che il tuo pubblico potrebbe porsi e inserisci poi dei link agli articoli collegati, quelli che vengono definiti “pillar article”. In questo caso puoi sfruttare Google Search Console o altri strumenti come AnswerThePublic oppure Seozoom.
4. Crea una struttura ottimizzata per l’AI
Una struttura logica e gerarchica facilita l’estrazione di informazioni.
Strategia pratica:
- Utilizza titoli e sottotitoli che rispecchiano domande reali e formattali seguendo l’ordine (H1, H2, H3)
- Inserisci elenchi puntati o numerati per informazioni sequenziali
- Aggiungi link interni.
5. Aggiorna i post
L’AI Overview premia i contenuti aggiornati, specialmente in settori in rapida evoluzione.
Strategia pratica
Revisiona periodicamente i tuoi post principali, aggiungendo nuove informazioni e inserisci in cima o in fondo la data dell’ultima modifica.
6. Rispondi a domande specifiche
L’AI Overview viene spesso attivata da query in formato domanda.
Strategia pratica
Dedica sezioni specifiche a rispondere alle faq dei tuoi clienti ideali usando l’approccio conversazionale. Utilizza strumenti come AnswerThePublic o il box “Le persone hanno chiesto anche” di Google per identificare i quesiti reali.
7. Adotta un approccio multicanale
Non ti limitare solo ad avere un canale Instagram ma lavora su canali proprietari come la newsletter o asset importanti come YouTube o i podcast.
Conclusione: adattarsi al futuro della ricerca online
L’AI Overview non è solo un’altra funzionalità di Google ma un indicatore chiaro della direzione che sta prendendo la ricerca online. Che tu la veda come un’opportunità o una sfida, ignorarla non è un’opzione.
La strategia vincente in questo nuovo scenario consiste nell’elevare ancora di più la qualità dei tuoi contenuti, rendendoli più approfonditi, strutturati e autorevoli. Non si tratta più solo di posizionarsi in prima pagina ma di diventare la fonte che l’AI di Google considera degna di essere citata.
Per le professioniste che hanno sempre puntato sulla qualità e l’expertise, questo può trasformarsi in un vantaggio competitivo: finalmente, la sostanza viene premiata ancora più della visibilità. Ma richiede anche un adattamento delle strategie SEO tradizionali.
Il tuo obiettivo deve essere quello di creare contenuti così validi e autorevoli che, anche se l’utente non clicca direttamente sul tuo sito, il tuo nome o brand appaia comunque come fonte citata nell’AI Overview, costruendo così autorevolezza e riconoscibilità nel tuo settore.
Se vuoi lavorare sul posizionamento su Google e acquisire autorevolezza in breve tempo lo possiamo fare grazie al QuietFlow Method™, un sistema che integra SEO e advertising su Google Ads e Meta e che mi ha permesso di trasformare il mio sito web in un caso studio di successo.







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